mercoledì 10 dicembre 2008

CHI SIAMO

Siamo braccianti agricoli, lavoratori forestali, piccoli imprenditori, piccole cooperative, allevatori che non vedono garantiti i propri diritti, e, non sentendoci rappresentati dalle organizzazioni sindacali classiche, abbiamo deciso di rappresentarci da soli. Ovviamente la nostra idea di rappresentanza non coincide con quella che siamo abituati a vedere nelle altre organizzazioni. Per noi c'è differenza tra rappresentanza e rappresentatività: la pima è una formula vuota e vaga quella che vediamo nelle altre organizzazioni; la seconda ancora non esiste, si registra quando i problemi reali di una categoria non rimangono enunciazioni teoriche ma vengono trasformati in risultati concreti dentro le sedi decisionali. Per questo, noi non vogliamo essere rappresentanti di nessuno, ma vogliamo diventare rappresentativi dei problemi reali. Per queste ragioni alle sedi sindacali preferiamo i territori, i problemi in carne ed ossa, per promuovere le lotte, unico modo per ottenere risultati, come hanno dimostrato le nostre esperienze maturate in questi anni.
Abbiamo cominciato nel 2004 nella zona del Calatino, con la battaglia dei lavoratori precari forestali per chiederne la stabilizzazione. Oggi questo tema è diventato centrale in tutti i tavoli di discussione del mondo politico e sindacale. Nel 2007 abbiamo organizzato le lotte dei braccianti agricoli di Adrano, Biancavilla, Paternò, Palagonia, per rivendicare il diritto all’indennità di disoccupazione agricola per tutti i lavoratori che hanno avuto rapporti di lavoro "di fatto" con le cooperative senza terra. Sosteniamo le lotte degli allevatori della zona del messinese, dell'ennese e del catanese , che rivendicano il diritto produrre carne e latte di qualità e trarne reddito, senza essere ostacolati dalle inutili leggi e leggine che li danneggiano. Siamo solidali con i piccoli agricoltori che vogliono continuare a garantire il sostentamento alle loro famiglie attraverso la vendita dei loro prodotti di qualità nel mercato globalizzato. Ci stiamo impegnando a chiedere la regolamentazione delle cooperative agricole senza terra allo scopo di garantire almeno gli stessi livelli occupazionali degli anni precedenti e nello stesso tempo la certezza del diritto ad usufruire dei benefici previdenziali previsti dalla norma.

Ecco, noi siamo questo! Abbiamo l’ambizione di costruire un sindacato in movimento, un sindacato che non accetta le regole della concertazione, in quanto deleterie per le categorie, ma che rilancia la lotta e la contrattazione autorganizzata come strumento necessario per garantire ed ottenere conquiste sociali.
Stiamo costruendo un sindacato in movimento, composto da diverse categorie che ad esso fanno riferimento. Un sindacato in grado di dare, attraverso convenzioni con patronati, CAF e CAA anche servizi ai propri associati.

Vogliamo essere questo: un sindacato in movimento!

Maurizio Grosso

mercoledì 5 novembre 2008

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE SINDACALE “IL MOVIMENTO”.

FEDERAZIONE LAVORATORI AGROINDUSTRIA, IDRAULICO-FORESTALI, ALLEVATORI E AUTONOMI DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE AGRICOLE.



TITOLO I

PRINCIPI COSTITUTIVI


Art. 1) Definizione

La federazione dei lavoratori dell’agroindustria, degli idraulico-forestali, degli allevatori e degli autonomi delle piccole e medie imprese agricole denominata “ il Movimento” , è un organizzazione sindacale di base unitaria e democratica, plurietnica, di donne e di uomini che promuove la libera associazione e l’autotutela solidale ed effettiva delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, a termine, stagionali, avventizi, delle figure miste e dei piccoli e medi agricoltori.

L’adesione al “Il Movimento” che a seconda delle circostanze verrà inteso o “dei braccianti”, o “dei forestali”, o “degli allevatori”, o “degli agricoltori”, è volontaria ed avviene su richiesta delle lavoratrici e dei lavoratori, indipendentemente dall’appartenenza a gruppi etnici, nazionalità, fedi religiose, culture e formazioni politiche.

L’adesione al “Il Movimento” comporta l’accettazione dei principi e delle norme del presente statuto.

L’emblema de “ Il Movimento” è rappresentato da un rettangolo verde chiaro che inscrive un sole rosso sulla destra e con la scritta rossa INMOVIMENTO.

Il Movimento ha sede nazionale Via della Meloria n° 52, in Roma.



Art. 2) Principi fondamentali

Il Movimento si ispira ai principi di democrazia, giustizia e solidarietà. Opera nel pieno rispetto del principio di libertà sindacale e considera la democrazia dal basso l’elemento primario per il consolidamento del potere contrattuale del sindacato.

Il Movimento individua nella pratica della “contrattazione sindacale” la ragione centrale della sua esistenza nonché, lo strumento primario attraverso cui le lavoratrici e i lavoratori conquistano le posizioni più avanzate per la categoria.

Il Movimento fonda le sue scelte politiche e rivendicative sul miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro degli associati.

Il Movimento si propone di tutelare, difendere e promuovere i diritti individuali e collettivi, specificatamente:

  • delle braccianti e dei braccianti agricoli;

  • delle lavoratrici forestali e dei lavoratori forestali;

  • delle allevatrici e degli allevatori;

  • delle socie e dei soci lavoratori delle cooperative agricole;

  • delle figure miste;

  • delle lavoratrici e dei lavoratori titolari di piccole e medie imprese agricole.

Il Movimento si propone altresì, l’avanzamento economico, sociale, culturale e ricreativo degli iscritti, nonché, di rafforzare la solidarietà tra tutti i lavoratori stabili, precarie/i e disoccupate/i.


. Art.3) Rapporti con organizzazioni e associazioni.

Il Movimento può istituire convenzioni con enti pubblici (inps, inpdap, asl, inail, prefettura,ecc), con organizzazioni, associazioni che abbiano finalità di tutela dei diritti dei cittadini e dei lavoratori in particolare.

Il Movimento” si propone inoltre, di attivare, convenzioni con enti di patronato, con C.A.F. (centri di assistenza fiscale), con C.A.A ( centri di assistenza agricola), con associazioni Sindacali rappresentative, allo scopo aprire al pubblico sportelli comunali provinciali, regionali e nazionale, necessari per il raggiungimento dei principi fondamentali previsti dallo statuto.

Il movimento” può svolgere anche attività di consulenza finanziaria per i propri associati.

Il Movimento, esclusivamente per i piccoli e medi imprenditori agricoli, può stipulare convezioni con organizzazioni di produttori riconosciute, allo scopo di consentire il conferimento dei prodotti dei propri associati.

Il Movimento può organizzare mostre, sagre, fiere e quant’altro possa far meglio pubblicizzare le caratteristiche dei prodotti dei piccoli e medi agricoltori associati e degli allevatori.


Art.4) Iscrizione

L’iscrizione al Movimento avviene mediante domanda alla struttura sindacale del comune di residenza o più vicino al luogo di lavoro, mediante la sottoscrizione della delega sindacale o della tessera annuale.

L’iscrizione al Movimento è attestata dalla tessera e dalla regolarità del versamento dei contributi sindacali.

L’iscrizione è periodicamente rinnovata e, comunque, può essere revocata in qualsiasi momento dall’iscritto/a.

Tutti i dati relativi alle iscritte e iscritti sono tutelati secondo quanto previsto dalla L. 675 (privacy).


Art.5) Diritti delle iscritte e degli iscritti

Le iscritte e gli iscritti al Movimento hanno pari diritti, senza distinzione di sesso, razza, nazionalità, lingua, regione, opinioni politiche, condizione professionale, personale e sociale.

Le iscritte e gli iscritti hanno diritto ad essere riconosciuti, rispettati e valorizzati come persone, senza discriminazione alcuna e ad avere salvaguardata la dignità della persona nei comportamenti e nel rapporto fra i sessi; hanno diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero e il proprio diritto di critica con la parola, con lo scritto e con ogni altro mezzo di diffusione, e a concorrere alla formazione delle decisioni del sindacato.

Ferme restando la piena autonomia e le specifiche competenze decisionali degli organi dirigenti, ciascuna iscritta e ciascun iscritto al Movimento ha diritto a concorrere ad esprimere, anche attraverso la concertazione di iniziative, posizioni collettive di minoranza o di maggioranze alle quali possa riferirsi anche la formazione dei gruppi dirigenti; tali posizioni collettive possono essere liberamente manifestate attraverso i normali canali dell’organizzazione.

Ogni iscritta e ogni iscritto al Movimento ha diritto a concorrere alla elaborazione della piattaforma e alla conclusione di ogni vertenza sindacale che la/lo riguardi.

Le iscritte e gli iscritti al Movimento possono ritirare in qualsiasi momento la propria adesione; hanno diritto alla piena tutela, sia individuale che collettiva, dei propri diritti e interessi economici, sociali, professionali e morali.

Le iscritte e gli iscritti hanno diritto a ricevere tempestiva ed esauriente informazione sull’attività del sindacato ai vari livelli nei diversi campi di iniziativa; hanno diritto ad essere tempestivamente informati di addebiti mossi al loro operato e alla loro condotta e ad avere garantita la possibilità di far valere le proprie ragioni.

Le iscritte e gli iscritti hanno diritto, inoltre, ad opporsi legittimamente contro atti e fatti commessi all’interno della organizzazione che considerino contrari ai principi statutari.

Tutte le iscritte e gli iscritti sono elettori. Il voto è personale o a mezzo delegati, eguale e libero.

Tutte le iscritte e gli iscritti possono accedere alle cariche elettive in condizione di eguaglianza.

Il Movimento tutela le minoranze linguistiche ed etniche, riconoscendo specifici diritti alle iscritte e agli iscritti appartenenti a tali minoranze.


Art.6) Doveri delle iscritte e degli iscritti

Le iscritte e gli iscritti al Movimento partecipano alle attività dell’organizzazione, ne rendono feconda la vita democratica, contribuiscono al suo finanziamento attraverso le quote associative e si attengono alle norme del presente Statuto.

Le iscritte e gli iscritti sono chiamati a comportarsi con lealtà nei confronti delle altre iscritte e degli altri iscritti, rispettando i valori e le finalità fissati nel presente Statuto, nel rispetto delle opinioni politiche, delle convinzioni ideologiche e della fede religiosa, delle differenze etniche di ciascuno e nella piena coscienza di responsabilità che si assumono, con l’adesione e la partecipazione attiva alla vita dell’organizzazione, nei confronti dell’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori.

Le iscritte e gli iscritti, qualora assumono incarichi di direzione, sono chiamati a svolgere i loro compiti con piena coscienza delle responsabilità che ne derivano nei confronti delle iscritte e degli iscritti rappresentati, in modo particolare per quanto riguarda la coerenza dei loro comportamenti con i deliberati degli organi dirigenti di cui fanno parte e per quanto riguarda il loro obbligo di difendere l’immagine del Movimento.

I rappresentanti designati o eletti su indicazione del Movimento (organismi, organizzazioni, associazioni, consigli di amministrazioni, commissioni o simili), devono mantenere con l’istanza che li ha designati rapporti di informazione e di elaborazione, al fine di concertare gli orientamenti cui ispirare la loro attività in dette sedi.

Tali rappresentanti hanno l’obbligo di redigere per gli organismi un rapporto ogni anno e un rapporto alla fine del mandato.


Art.7) Democrazia sindacale

Il Movimento ritiene la democrazia sindacale lo strumento insostituibile di salvaguardia della sua autonomia di elaborazione e di decisione.

Il Movimento sostiene la necessità di regole certe che garantiscono il pluralismo delle idee, il riconoscimento di posizioni di minoranza e maggioranza, la circolazione del dissenso, per un libero e sereno dibattito.

Il Movimento ritiene che i cardini su cui si deve poggiare la vita democratica del sindacato sono:

a) la partecipazione di ogni iscritta e ogni iscritto al Movimento con pari opportunità e diritti, personalmente o a mezzo di delegati, alla formazione delle deliberazioni del sindacato e delle istanze superiori; ogni iscritto e iscritta è elettorale ed eleggibile alle cariche elettive; può revocare la sua adesione al sindacato in ogni momento;

  1. la ricerca preliminare di una mediazione tra gli interessi e le rivendicazioni di un determinato gruppo e gli orientamenti della maggioranza numerica delle altre lavoratrici e degli altri lavoratori;

  2. la garanzia che le lavoratrici e i lavoratori o le dirigenti e i dirigenti sindacali che sono espressioni di un punto di vista di minoranza congressuale trovino una loro rappresentanza nei Comitati direttivi;

  3. l’adozione di regole, condivise fra le organizzazioni sindacali, per la definizione e l’approvazione delle piattaforme rivendicative, per la gestione e la conclusione dei negoziati, coinvolgendo le lavoratrici ed i lavoratori interessati, le RSU e i coordinamenti di gruppi e di settori;

  4. la tutela delle minoranze, la salvaguardia delle pari dignità delle opinioni a confronto prima della decisione, la libera decisione delle idee e delle proposte all’interno dell’organizzazione, sia individualmente espresse che attraverso posizioni collettivamente determinate;

  5. l’unicità del Movimento nella realizzazione delle decisioni degli organismi dirigenti;

  6. il valore della solidarietà;

  7. l’affermazione a tutti i livelli, a partire dai Comitati degli Iscritti, di un sindacato di donne e di uomini, in applicazione della norma antidiscriminatoria;

  8. tutte le cariche sono elettive; le elezioni degli organi dirigenti devono essere rinnovate entro i periodi di tempo stabiliti dal presente Statuto;

  9. nelle elezioni degli organismi dirigenti si applica di norma il sistema del voto segreto;

  10. è ammessa la votazione palese nelle assemblee di base, salvo che la votazione segreta non venga richiesta da almeno un decimo delle iscritte e degli iscritti; il voto segreto si applica comunque nel caso che siano presentate più liste, adottando il sistema della proporzionale pura;

  11. le decisioni dei congressi e di tutti gli organi direttivi sono prese normalmente a maggioranza, fatto salvo quanto previsto dagli specifici articoli in materia di maggioranza qualificata;

  12. la periodicità delle riunioni degli organismi dirigenti e lo svolgimento ogni 4 anni del congresso. La convocazione straordinaria del Comitato direttivo può essere richiesta da 1/10 dei componenti. La convocazione straordinaria del Congresso può essere richiesta da 1/10 degli/delle iscritti/e o dalla maggioranza qualificata (75%) dei componenti del Comitato direttivo. Le vacanze che si verificassero, negli organismi dirigenti stessi, tra un Congresso e l’altro, possono essere colmate per cooptazione da parte degli organi direttivi, fino al massimo di un terzo dei loro componenti per sostituzione, decisa dal Comitato direttivo medesimo. Qualora ricorra una motivata necessità politica di allargamento del gruppo dirigente le cooptazioni possono essere decise fino ad un massimo di un decimo del numero fissato dal Congresso.


Art.8) Incompatibilità

E’ incompatibile il ruolo di segretario del movimento a qualsiasi livello con quello di segretario comunale/provinciale/regionale/nazionale di un partito politico o di altra organizzazione sindacale. Sono fatte salve eccezioni per casi particolari, che in ogni caso, servono oggettivamente a rafforzare gli interessi del movimento.


TITOLO II

DELLE STRUTTURE E DELLE FORME ORGANIZZATIVE


Art.9) Struttura organizzativa

La struttura organizzativa del Movimento mira a promuovere la partecipazione delle/gli iscritte/i, delle lavoratrici e dei lavoratori alla vita del sindacato e l’impegno verso l’unità sindacale.


Il Movimento identifica nei luoghi di lavoro e/o nel territorio, nell’assemblea degli/lle iscritti/e la propria rappresentanza di base e la prima istanza congressuale.

L’assemblea degli/lle iscritti/e elegge:

a) il Comitato degli/lle Iscritti/e;

b) i/le delegati/e ai congressi delle istanze superiori.


Il Movimento si articola nelle seguenti strutture:

  • il Comitato comunale degli/lle Iscritti/e;

  • la Federazione provinciale;

  • la Federazione regionale;

  • la Federazione nazionale.

In ragione della sua complessità il Comitato direttivo nazionale del Movimento può decidere la costituzione di coordinamenti e/o direttivi in relazione a specificità di settore e/o contrattuali, definendone prerogative ed ambiti di lavoro.


Art.10) Il congresso del Movimento

Il Congresso è il massimo organo deliberante del Movimento.

Il congresso è convocato ordinariamente ogni quattro mesi: straordinariamente può essere convocato ogni qualvolta lo richieda almeno un decimo degli iscritti o qualora la sua convocazione venga deliberata dal Comitato direttivo con la maggioranza qualificata del 75%.

Il congresso si svolge sulla base dell’apposito regolamento per lo svolgimento dei congressi a tutti i livelli di categoria, in sintonia con i deliberati del

Ogni livello congressuale decide nel rispetto del Comitato direttivo il rapporto iscritti/delegati da eleggere per lo svolgimento del proprio Congresso.

Per il Congresso del solo Movimento, il regolamento per il suo svolgimento dovrà essere emanato dal Comitato direttivo nazionale con la maggioranza qualificata del 75%.

Tale regolamento dovrà essere conforme ai dettati statutari del Movimento e dei relativi regolamenti attuativi.

Analogamente si dovrà procedere in caso di congressi straordinari. Se il congresso straordinario riguarda solo una o più istanze del Movimento, verrà applicato il regolamento che è stato utilizzato per il precedente congresso ordinario.

Lo scioglimento del Movimento ai vari livelli, avviene attraverso il deliberato degli organismi superiori con la maggioranza qualificata del 75% dei componenti.

Fra un congresso e l’altro le modifiche e gli aggiornamenti allo Statuto che si rendessero necessari, devono essere approvati dal Comitato direttivo nazionale con la maggioranza qualificata del 75% dei componenti.

I Congressi ad ogni livello eleggono i delegati al Congresso di livello superiore.


Le Federazioni provinciali e regionali eleggono al Congresso i Comitati direttivi ed il Collegio dei sindaci revisori.

Per quanto applicabili, le regole del presente articolo valgono anche per le strutture del Movimento, regionali e provinciali.


Art.11) Strutture di base

Il Movimento identifica nelle iscritte e nelle iscritte la propria rappresentanza di base e la prima istanza congressuale.

L’assemblea delle iscritte e degli iscritti elegge il Comitato delle Iscritte e degli Iscritti del movimento.

Il comitato delle Iscritte e degli Iscritti viene rieletto alle scadenze congressuali.

Il Comitato provinciale può decidere la costituzione di sedi a livello sub-comunale, comunale, intercomunale e di bacino, interaziendale, settoriale, intersettoriale.


Art.12) Federazione provinciale

La Federazione provinciale ha compiti di coordinamento e di direzione politica.

Coordina e dirige la politica contrattuale a livello territoriale. E’ titolare del rapporto con gli interlocutori pubblici e privati a quel livello.

Il Comitato direttivo provinciale, eletto dal congresso provinciale, è l’organo di direzione politica del Movimento a livello provinciale; attua la linea politica decisa dal Congresso; elegge il Segretario generale e gli altri componenti della Segreteria territoriale; approva i bilanci consuntivo, preventivo e patrimoniale; decide la propria rappresentanza in strutture esterne, di emanazione del Movimento provinciale o a quel livello demandata, in enti o istituzioni.

I bilanci devono essere trasmessi a livello regionale e nazionale del Movimento.

Il Comitato direttivo provinciale elegge il Segretario generale e la Segreteria provinciale.

Il Segretario generale rappresenta legalmente il Movimento provinciale di fronte a terzi e in giudizio.

La Segreteria provinciale assicura la direzione politica, sindacale e organizzativa delle attività delle attività del Movimento, attua le decisioni del Comitato direttivo.

I dirigenti provinciale che fanno parte di organismi elettivi di livello superiore, ottemperano ai deliberati assunti a maggioranza o all’unanimità a quel livello in materia contrattuale e negoziale, assicurando l’unità del Movimento nei rapporti con le controparti pubbliche e private, fatto salvo quanto previsto dalle regole di democrazia sindacale e di mandato negoziale per le consultazioni deliberative dei lavoratori, sulle piattaforme e nelle conclusioni contrattuali.

La Segreteria provinciale mantiene un contatto permanente con le strutture di base – case sociali- e con gli enti nonché, con la struttura regionale e nazionale del Movimento.

La Segreteria provinciale trasmette alla Segreteria regionale del Movimento i documenti politici approvati dal Comitato direttivo.

La Segreteria provinciale attua i deliberati del Comitato direttivo in merito alla propria struttura organizzativa sul territorio di competenza, definendo anche gli ambiti del decentramento funzionale in relazione allo sviluppo della sindacalizzazione e della partecipazione dei lavoratori e lavoratrici, raccordandosi con le sedi comunali ed in attuazione dei deliberati organizzativi del Movimento.

La Segreteria provinciale ha la responsabilità del tesseramento e ne trasmette periodicamente i dati a livello regionale e nazionale.

Il Collegio provinciale dei sindaci revisori è l’organo di controllo dell’attività amministrativa del Movimento territoriale. Esso è composto da tre componenti.

Il Collegio provinciale dei sindaci revisori elegge nel proprio seno un Presidente, cui spetta la responsabilità della convocazione e del funzionamento del Collegio stesso.

Il Presidente del Collegio provinciale dei sindaci revisori partecipa di diritto alle sedute del Comitato direttivo territoriale senza diritto di voto.


Art.13) Federazione regionale

La federazione regionale del Movimento ha compiti di coordinamento e direzione politica e organizzativa delle strutture territoriali nel territorio di competenza.

Essa stipula contratti integrativi, accordi regionali ed è titolare di vertenze di livello regionale, del confronto e delle intese con le controparti pubbliche e private a quel livello. Coordina le politiche finanziarie nel territorio regionale.

Promuove e coordina le politiche e i comitati di filiera, di bacino e di gruppo e le vertenze intercomprensoriali di carattere intersettoriale; dirige le politiche del mercato del lavoro e le politiche di settore di competenza regionale e le ricadute delle politiche comunitarie a quel livello, in raccordo con gli orientamenti complessivi e deliberati assunti dal Comitato direttivo nazionale.

Il Comitato direttivo regionale eletto al Congresso regionale, è l’organo di direzione politica del Movimento regionale.

Elegge il Segretario generale regionale e la segreteria regionale.

Il Segretario regionale rappresenta legalmente il Movimento regionale in giudizio e di fronte a terzi.

In caso di assenza o impedimento il Movimento regionale è rappresentato da un componente della Segreteria regionale espressamente delegato.

La Segreteria regionale attua le decisioni politiche del Comitato direttivo regionale, assicura la direzione politica e organizzativa delle attività del Movimento, mantiene un contatto permanente con le strutture provinciali, con il Movimento nazionale, con gli enti e istituti.

La Segreteria regionale trasmette alla Segreteria nazionale del Movimento i documenti politici e i bilanci regionali preventivo, consuntivo e patrimoniale approvati dal Comitato direttivo regionale e i dati del tesseramento.

Il Comitato direttivo regionale può decidere la costituzione di un Esecutivo regionale.

Il Collegio regionale dei sindaci revisori è l’organo di controllo dell’attività amministrativa del Movimento regionale. Esso è composto da tre componenti.

Il Collegio regionale dei sindaci revisori elegge nel proprio seno un Presidente cui spetta la responsabilità della convocazione e del funzionamento del Collegio stesso.

Il Presidente del Collegio regionale dei sindaci revisori partecipa di diritto alle sedute del Comitato direttivo senza diritto di voto.


Art.14) Federazione Nazionale

La Federazione Nazionale del Movimento ha compiti di direzione politica e organizzativa e di coordinamento delle strutture del Movimento sul territorio nazionale; dell’insediamento del Movimento nei luoghi di lavoro e nel territorio; della promozione della politica dei quadri e della loro formazione; della distribuzione delle risorse provenienti dell’autofinanziamento sulla base del modello organizzativo e degli orientamenti definiti dallo statuto del Movimento e dalle decisioni del Comitato direttivo nazionale del Movimento.

La Federazione Nazionale stipula i contratti nazionali ed è responsabile della contrattazione di livello nazionale, predispone e attua le iniziative necessarie allo studio ed alla organizzazione delle risposte alle problematiche economiche, sociali, sindacali, previdenziali. Di tutela, che interessano i/le lavoratori/trici del settore agroindustriale; coordina le politiche per l’ottimizzazione dell’azione del Movimento nei comparti produttivi, nelle filiere, nei grandi gruppi, nei settori, nell’azione negoziale, di livello nazionale e comunitario; definisce le politiche internazionali; tiene i rapporti con le organizzazioni sindacali e datoriali nazionali con Enti, Associazioni e Istituzioni pubbliche e private, di livello nazionale e comunitario e internazionale; coordina le politiche sindacali interregionali del Movimento.


Art.15) Organi del Movimento

Sono organi deliberanti del Movimento:

  • Il Congresso;

  • Il Comitato direttivo.

E’ organo esecutivo:

  • La Segreteria.

Sono organi di controllo amministrativo:

  • Il Collegio dei sindaci revisori;

  • Gli ispettori.

E’ organo di garanzia statutaria:

  • Il Collegio nazionale di verifica


Art.16) Il Comitato direttivo nazionale

Il Comitato direttivo nazionale è il massimo organo deliberante del Movimento tra un Congresso e l’altro. Ad esso sono affidati i seguenti compiti:

  • dirigere il Movimento nell’ambito degli orientamenti decisi dal Congresso nazionale;

  • impostare le iniziative di portata generale;

  • verificare il complesso delle attività sindacali del Movimento;

  • assicurare il necessario coordinamento delle strutture in cui il Movimento si articola;

  • approvare il bilancio nazionale preventivo, consuntivo e patrimoniale;

  • eleggere il Segretario generale e la Segreteria;

  • eleggere a livello nazionale gli Ispettori nazionali;

  • provvedere alle cooptazioni e sostituzioni dei componenti dimissionari e decaduti, nel Comitato direttivo, nel Collegio di verifica, nel Collegio dei sindaci revisori, negli Ispettori, nelle forme previste dal presente Statuto;

  • prevedere alla convocazione ordinaria e straordinaria del Congresso.

Il Comitato direttivo nazionale è eletto dal Congresso nazionale che fissa il numero dei suoi componenti.

Il Comitato direttivo nazionale elegge nel suo seno un Presidente e due Vicepresidenti, ai quali compete garantire il suo finanziamento sulla base dalle modalità previste da un regolamento che il Comitato direttivo stesso dovrà assumere con la maggioranza qualificata del 75%.

Il Comitato direttivo nazionale è convocato dalla Presidenza, in accordo con la Segreteria nazionale, almeno una volta a trimestre e/o ogni qualvolta la sua convocazione sia richiesta da 1/10 dei suoi componenti.

Ogni componente del Comitato direttivo nazionale ha diritto di partecipare a qualsiasi congresso o riunione delle strutture di categoria e di prendervi la parola.

Il Comitato direttivo può eleggere una Direzione/Esecutivo con compiti operativi sulle decisioni assunte e/o istruttorie in preparazione delle riunioni del Comitato direttivo.

Alla Direzione/Esecutivo opera in raccordo con la Segreteria nazionale.

Il Comitato direttivo delibera a maggioranza semplice, fatti salvi i casi per i quali dal presente Statuto è prevista la maggioranza qualificata.

Per quanto applicabili, le regole del presente articolo, valgono anche per le strutture del Movimento a livello regionali e provinciale.


Art.17) La Segreteria nazionale

Il Comitato direttivo del Movimento elegge il Segretario nazionale, la Segreteria nazionale.

La Segreteria può nominare un Vicesegretario con compiti vicari su proposta del Segretario generale.

Il Segretario generale rappresenta legalmente il Movimento nazionale di fronte a terzi e in giudizio.


In sua assenza tale rappresentanza è affidata al Vicesegretario.

La Segreteria attua le decisioni del Comitato direttivo, assicura la gestione continuativa del Movimento e risponde della propria attività al Comitato direttivo nazionale stesso.

La Segreteria nazionale funziona collegialmente e si riunisce su convocazione del Segretario generale o su richiesta di un terzo dei suoi componenti.

Ogni componente della Segreteria, sulla base dell’incarico affidato su proposta del Segretario generale, risponde del suo operato alla Segreteria.

La Segreteria nazionale attua le decisioni del Comitato direttivo nazionale.

Assicura la direzione quotidiana delle attività nazionali e mantiene un contatto permanente con le strutture convenzionate con il Movimento.

La Segreteria nazionale delibera su tutte le questioni che rivestono le questioni che rivestono carattere d’urgenza; concorre alla definizione dei gruppi dirigenti ad ogni livello, favorendo al riguardo la migliore e più diffusa utilizzazione dei quadri e delle competenze disponibili.

La Segreteria nazionale provvede all’organizzazione e al funzionamento dei dipartimenti, al coordinamento degli uffici del Movimento e ne coordina l’attività nei vari campi.

Per quanto applicabili, le regole del presente articolo, valgono anche per le strutture del Movimento regionali e provinciali.


Art.18) Il Collegio dei sindaci revisori

Il Collegio dei sindaci revisori è l’organo di controllo dell’attività amministrativa del Movimento nazionale.

Esso è composto da tre componenti effettivi e 2 supplenti eletti a voto palese dal Congresso nazionale del Movimento.

Nel caso per effetto di dimissioni o decadenza il numero dei supplenti si riducesse a uno, il Comitato direttivo nazionale può procedere a istituzioni.

Il Collegio nazionale dei sindaci revisori deve essere eletto tenendo conto dei requisiti di specifica competenza ed esperienza dei suoi componenti, i quali non devono avere responsabilità amministrative dirette nell’ambito del Movimento.

Il Collegio nazionale dei sindaci revisori accompagna con una propria relazione il bilancio del Movimento nazionale; controlla periodicamente l’andamento amministrativo e verifica le regolarità delle scritture e dei documenti contabili.

Il Collegio nazionale dei sindaci revisori presenta al Congresso nazionale del Movimento una relazione complessiva sui bilanci per il periodo intercorrente al Congresso precedente.

Il Collegio nazionale dei sindaci revisori elegge nel proprio seno una Presidenza cui spetta la responsabilità della convocazione e del funzionamento del Collegio stesso.

La Presidenza del Collegio nazionale dei sindaci revisori partecipa alle sedute del Comitato direttivo nazionale senza diritto di voto.

Per quanto applicabili, le regole del presente articolo, valgono anche per le strutture del Movimento regionali e provinciali.


Art.19) Ispettori

Hanno compiti di riservatezza sia nella fase istruttoria che a indagine conclusa.

Hanno obblighi ispettivi riferiti alle regole della canalizzazione delle risorse, alla correttezza dei rapporti amministrativi.

Si attivano su mandato di organismi nazionali e riferiscono i risultati delle ispezioni ad essi oltrechè al Collegio dei sindaci revisori di riferimento.

Il coordinatore degli Ispettori è inviato alle riunioni del Comitato direttivo nazionale.


Art.20) Il Collegio nazionale di verifica

Il Collegio nazionale di verifica è l’organo di garanzia statutaria dei diritti delle diverse istanze e dei singoli iscritti ed è l’organo di giurisdizione interna del Movimento.

Il Collegio nazionale di verifica è composto da componenti effettivi e altrettanti supplenti eletti a voto palese dal Congresso nazionale, con una maggioranza qualificata del 75% dei votanti, tra gli iscritti e le iscritte con riconosciuto prestigio, autonomia, indipendenza.

Qualora il numero dei supplenti si riducesse a tre, il Comitato Direttivo può provvedere a sostituzioni con un voto a maggioranza del 75% dei votanti.

Il Collegio di verifica, su richiesta di uno o più iscritti/e o di una struttura, svolge indagini e controlli sulle procedure e sugli atti di vari organismi, di dirigenti e funzionari sindacali, in relazione alla loro rispondenza alle norme statutarie e regolamentari e alle decisioni assunte dagli organi del Movimento, con possibilità di esprimere parere vincolante e, nei casi più gravi, di annullare totalmente o parzialmente atti giudicati irregolari.

Le decisioni del Collegio di verifica sono assunte con la maggioranza qualificata di 2/3 dei componenti.

I componenti del Collegio di verifica sono tenuti alla massima riservatezza sul loro operato.

Il Collegio nazionale di verifica elegge nel proprio seno una Presidenza cui spetta la responsabilità della convocazione e del funzionamento del Collegio stesso e a tale proposito si dota di apposito regolamento.

La Presidenza del Collegio nazionale di verifica partecipa alle sedute del Comitato direttivo nazionale senza diritto di voto.


Art.21) Coordinamenti nazionali

Al fine di consentire al Movimento lo svolgimento di una incisiva iniziativa contrattuale e sindacale sulle attività produttive e sulle condizioni di lavoro nei vari ambiti di iniziativa del Movimento medesimo, il Comitato direttivo può istituire Coordinamenti di settore, di filiera, di comparto, di gruppo, di soggetti interessati a specifiche iniziative nell’ambito del lavoro di intervento di tutela sindacale e contrattuale.

I Coordinamenti concorrono alla elaborazione delle politiche di competenza, delle piattaforme rivendicative, allo sviluppo delle vertenze contrattuali, alla ricerca delle soluzioni dei problemi specifici, al raccordo delle complessive linee rivendicative del Movimento, anche al fine di realizzare omogeneità, unità e pari dignità nelle condizioni di accesso al lavoro e tutela delle condizioni di lavoro.


TITOLO III

FINANZIAMENTI E AMMINISTRAZIONE


Art.22) Contributi sindacali e solidarietà

Il Movimento è finanziato con il contributo dei lavoratori e delle lavoratrici.

Il finanziamento –secondo quanto previsto nella Contrattazione collettiva stipulata ai vari livelli e approvata dai/lle iscritti/e della delega per la trattenuta delle quote associative sindacali sulla retribuzione diretta e/o differita, con la contribuzione mensile,con contributi volontari di singoli lavoratori, con altre forme di contributi che abbiano caratteristiche di volontarietà, siano espressamente finalizzati ed ascritti a bilancio nella voce entrate.

Sono altresì fonti di finanziamento sottoscrizioni di volta in volta autorizzate da Comitato direttivo delle strutture che attivano la sottoscrizione, la quale deve essere indetta dando tempestiva e chiara informazione ai/lle lavoratori/trici interessati circa le modalità di raccolta. Le finalità della stessa, i tempi della raccolta e della successiva informazione in merito all’utilizzo delle risorse raccolte, contributi volontari dei/lle lavoratori di sostegno all’attività sindacale.

Sia nel caso di sottoscrizioni che di contributo individuale volontario, al/la lavoratore/trice che versa, dovrà essere rilasciata ricevuta.

Tutte le voci di cui sopra, nonché altre forme di sostegno (distacchi retribuiti, quote di affiliazione, gettoni di presenza ecc.) vanno iscritti a bilancio fra le “entrate”.

La contribuzione associativa per delega per i/le lavoratori/trici occupati/e in tutto il territorio nazionale è stabilita nella misura minima dell’ 1% su paga base e contingenza o equivalente.

Le contribuzioni versate dai/lle lavoratori/trici occupati/e sono vincolate alle regole sui riparti e sulle modalità di canalizzazione stabilite dal Comitato direttivo nazionale del movimento per quanto di propria competenza.

La canalizzazione dei contributi espressamente finalizzati alle attività di assistenza contrattuale, in ragione delle specifiche finalità della loro destinazione, avviene esclusivamente all’interno del movimento.


Non è ammessa per nessuna struttura la possibilità di utilizzare percentuali di riparto spettanti ad altri livelli della struttura del movimento.

La quota tessera e i contributi sindacali sono intrasmissibili e non danno luogo a nessuna rivalutazione.

Il movimento non può distribuire agli iscritti, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, riserve o capitale, salvo diverse disposizioni legislative.


In caso di scioglimento del movimento il patrimonio, salvo diversa destinazione imposta dalla legge, sarà attribuito ad associazioni di beneficenza a norma di legge.


Art. 23) Attività amministrativa

L’attività amministrativa del movimento deve basarsi sul rapporto costi-ricavi coerente con le possibilità economiche di ciascuna struttura e su una regolare, corretta e documentata tenuta contabile.

A tal fine devono essere rispettate le seguenti norme:

- predisposizione annuale del bilancio preventivo per l’anno successivo entro il mese entro il mese di dicembre;

- predisposizione del bilancio consuntivo (stato patrimoniale e conto economico, relazione illustrativa, relazione del collegio dei sindaci revisori) entro il mese di aprile dell’anno successivo;

- ogni struttura deve tenere la contabilità a disposizione del collegio dei sindaci revisori delle istanze direttive della struttura interessata e delle strutture di livello superiore che hanno la facoltà di esercitare il controllo amministrativo;

- copia dei bilanci deve essere tempestivamente inviata ai livelli superiori;

- l’attività amministrativa dei comitati degli iscritti e delle leghe sarà compresa in quella delle strutture di livello superiore con l’ausilio di specifici regolamenti finanziari approvati dagli organi dirigenti competenti;

- i bilanci consuntivi e preventivi devono annualmente essere resi pubblici con mezzi di comunicazione idonei, normalmente attraverso la stampa del movimento.


Art. 24) Autonomia giuridica e amministrativa

Il movimento nazionale, regionale e provinciale sono associazioni autonome dal punto di vista giuridico ed amministrativo e pertanto strutture diverse non rispondono delle obbligazioni assunte da qualsiasi organizzazione, ad esse aderenti o convenzionate , salvo quanto fosse diversamente stabilito in virtù di norme di legge.

A fronte di eventuali decisioni amministrative, assunte da singoli, al di fuori di orientamenti assunti in organismi dirigenti collegiali, o comunque al di fuori delle regole decise dall’organizzazione che comportino oneri alle strutture dirette, il movimento e le sue strutture possono rivalersi, nelle forme e nelle modalità consentite dalle vigenti, sui responsabili di tali decisioni arbitrarie.


TITOLO IV

NORMA ANTIDISCRIMINATORIA

Art.25) Realizzazione della norma

Nella formazione degli organismi dirigenti ed esecutivi del movimento a tutti i livelli, nonché nelle sostituzioni negli stessi che si rendano necessarie e nella rappresentanza esterna nazionale ed internazionale, di un sindacato di donne e di uomini, nessuno dei due sessi può essere rappresentato al di sotto del 40% o al di sopra del 60% salvo eccezioni motivate da ragioni inconfutabili.

Per la realizzazione di quanto sopra verranno definite apposite regole applicative, la cui realizzazione dovrà essere accertata dal collegio di verifica e periodicamente discussa nei comitati direttivi a tutti i livelli.


TITOLO V

NORME GENERALI


Art. 26) Statuto

Modifiche al presente statuto possono essere apportate dal comitato direttivo nazionale con la maggioranza qualificata dei componenti del 75%.


Art. 27) Regolamenti attuativi

I regolamenti in attuazione del presente statuto, devono essere approvati dal comitato direttivo nazionale del movimento con la maggioranza del 75% dei componenti ed hanno valore statutario.



TITOLO VI

NORME TRANSITORIE


Art. 28) Collegio dei sindaci revisori e collegio di verifica

In fase transitoria il collegio dei sindaci revisori ed il collegio di verifica, sono composti come eletti al congresso.

In caso di decadenza o dimissioni non verranno effettuate sostituzioni fino al raggiungimento del numero di componenti effettivi rispettivi stabilito dal presente statuto.

Il tal caso si provvederà alla elezione dei componenti supplenti come previsto.